Molto spesso quando si compra una vecchia casa la prima cosa su cui metter mano è sicuramente l’impianto elettrico. Soprattutto su edifici di vecchio stampo occorre intervenire su alcuni componenti elettrici per mettere a norma l’intero sistema.
L’usura e l’umidità rendono gli impianti elettrici completamente insicuri e inaffidabili. Se l’abitazione necessita di notevoli modifiche strutturali, consigliamo vivamente di iniziare a predisporre degli accurati controlli sulle pareti; sulle quali si dovrà intervenire con interventi di natura muraria.
Ricordiamo che per la semplice “messa a norma” di un impianto obsoleto (e con ciò intendiamo il semplice aggiornamento dell’impianto alle norme vigenti) si potranno ottenere ingenti agevolazioni fiscali.
Le suddette agevolazioni variano da regione a regione. Per cui bisognerà mettersi in contatto con gli uffici competenti del Comune di residenza e chiedere le specifiche informazioni sul caso.
Cosa significa mettere a norma l’impianto?
Adeguare l’impianto elettrico alle normative CEI significa che bisogna rifare nuove tracce sulle pareti per consentire di cablare l’impianto con nuovi corrugati. Si dovrà procedere a sezionare i corrugati nelle apposite canale, andando a predisporre nuove scatole di derivazione. Se l’impianto dispone di canalette abbastanza grandi non sarà necessario aggiungere altre spine o interruttori. L’operazione successiva sarà quella di disporre il filo giallo/verde all’interno di ogni presa ed aggiungere un salvavita all’impianto.
Quando è necessario sostituire i fili dell’impianto?
Se i fili che si hanno in casa sono molto sottili è necessario sostituirli per intero. I fili dovranno essere minimo di 1.5 mm e massimo di 2.5 mm. Spesso nei vecchi impianti i fili sono da 0,5 mm, essi sono troppo sottili per supportare i carichi elettrici dei più nuovi elettrodomestici.
Sarà molto importante inserire un centralino con un interruttore differenziale con corrente di intervento da 30mA, un magnetotermico ad interruttore con corrente nominale da 10A per la linea dell’illuminazione ed un altro interruttore magnetoterminco con corrente nominale dal 16A per la linea forza motrice (di assoluta e fondamentale importanza poiché in caso di sovraccarichi di tensione oppure cortocircuiti).


Il centralino
La nuova tipologia di centralino è più grande rispetto ai vecchi modelli e deve avere un interruttore generale e almeno due di quelli differenziali. Il numero delle linee dipende dai mq dell’abitazione. Dal quadro elettrico dell’unità abitativa posto all’interno della casa, solitamente posizionato vicino alla porta di ingresso, si snodano i fili conduttori che portano al singolo centralino. Questo centralino conterrà i vari interruttori magnetotermici e il differenziale, detto anche salvavita, che prima abbiamo citato.


I costi
In linea generale, un impianto elettrico ha un costo di circa 50/60 euro per ogni punto luce installato. In un appartamento standard di 90 mq, costituito da circa 60 punti luce, l’importo complessivo può quindi essere stimato in 3.000/3.600 euro, esclusa Iva. Nella cifra sono compresi i materiali, i tubi corrugati, le scatole, i quadri elettrici, la manodopera e l’utile per l’impresa.
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